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Sisma 80. Trent’anni dopo. Per superare la fase della cronaca.

 

Quella del 23 Novembre è una data impressa a fuoco nel cuore e nell’esperienza degli irpini. Il trentennale che si celebrerà , in questo novembre del 2010 avrà di certo un significato particolare: provare a rappresentare simbolicamente la  testimonianza di chiusura di una fase e l’inizio di una nuova visione di sviluppo per l’Irpinia che focalizzi risorse ed investimenti sulle risorse endogene. 

Dopo 30 anni, l’Irpinia deve agganciarsi con forza alla più avanzata idea di progresso e quindi di economia. Friedrich Hinterberger, fondatore e presidente del SERI  va spiegando che il progresso di una popolazione e quindi il benessere si misura  considerando anche il capitale umano, sociale e quello naturale.

Cosa c’entra  questo con il trentennale del terremoto irpino e lucano ? Sembra il cavolo a merenda . Invece l’occasione di una commemorazione di un sisma disastroso deve contenere pensieri e proposte proiettive e quindi ricercare  e consolidare nuove fondamenta.

Il necessario da fare deve fondarsi su tre segmenti di una barra che rappresenta l’intero capitale su cui  investire in Irpinia.

Il capitale umano, costituito principalmente dalla generazione che da qui a poco avrà trent’anni e quindi la prima non direttamente segnata dal ricordo drammatico e dalle tracce profonde che solcano l’animo  che lasciano eventi come quelli del 23 novembre 1980.

Il capitale sociale , costituito dalla vasta “galassia” di associazioni, gruppi, movimenti che rappresentano – con il loro fare –  la materializzazione più concreta di quel concetto di “cittadinanza attiva” che investe i settori della solidarietà, della cultura, dell’ambiente . 

La distruzione e la completa lacerazione del senso di identità e di comunità che ha irrimediabilmente provocato il processo di ricostruzione post-simica dei luoghi, del resto, trova nella  costruzione immateriale di “reti” orizzontali di persone ed associazioni il primo concreto segnale di ricostruzione di un significato “comunitario” ed “identiraio”.

Il capitale ambientale, costituito certamente dalle eccellenza paesaggistiche che l’Irpinia offre, con i Parchi Naturalistici , i siti di tutela per la biodiversità, i potenziali corridoi ecologici fluviali, ma soprattutto composto da ciò che immediatamente si percepisce come patrimonio economico , base capitale per ogni investimento, e cioè le risorse enogastronomiche e quindi turistiche dell’Irpinia.

A ben valutare queste forme di capitale ,  misurabili e quantizzabili non solo in termini qualitativi ed  integrate in un’ottica di lettura e di analisi economica  con i classici segnalatori economici che determinano ad esempio il PIL, potenzialmente posizionano l’Irpinia ai posti più avanzati di una graduatoria che misuri un indice di benessere socio-economico. Gli strumenti di Pianificazione Territoriale ed Economica in progettazione , dopo 30 anni dalla  linea di rottura,  devono contenere decise innovazione – tecniche ed analitiche-  per la valutazione della sostenibilità dello sviluppo economico del territorio. Indicatori come l’ISEW, ad esempio,  includono tutte le dimensioni dello sviluppo che si fondano sui tre segmenti del capitale della  economia della sostenibilità.

Dopo trent’anni – superato il tempo della cronaca – si può storicizzazione una fase, quella del dopo terremoto appunto, che, innegabilmente, ha prodotto  mutamenti sostanziali e dai quali,  ripartire;  avendo cura di non rimpiangere e rammaricarsi di ciò che è stato cancellato irrimediabilmente dalla alleanza devastatrice della forza della natura con la cupidigia e la “ignoranza” degli uomini. 

E’ importante  costruire una griglia interpretativa, che aiuti a cogliere il senso delle cose, una rilettura circostanziata ed aggiornata di testimonianze ed esperienze da annotare a futura memoria. Sistematizzare una ricerca , sociale, economica , architettonica ed urbanistica  –  in uno con il porre a centro dell’agenda politica serie politiche di prevenzione da catastrofi naturali  – è uno degli obiettivi che devono essere lanciati in questo novembre di “trent’anni dopo.” Il convegno “Conoscenza, prevenzione, educazione. 3 Parole chiave per un’Italia più sicura” svoltosi ieri, i contributi all’interno dei seminari del Gal Cisli , la serata al Masà di martedì 23 novembre con la proiezione di “Terre in Moto”  e la performance “Voce dal terremoto” a Capriglia Irpina, sono un modesto contributo per osservare i Mutamenti dei paesaggi e delle città, specchio anche delle metamorfosi delle coscienze civili e sociali che hanno stravolto tessuti sociali e lacerato identità territoriali.

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