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Basta Eolico !

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 26 ottobre 2013 AGGIUNGI COMMENTO

vis_guid00032No a nuovi incentivi, prima ancora di dilazionare quelli già assegnati
Le richieste di tredici associazioni ambientaliste ai Ministri Zanonato, Orlando e Bray

25 ottobre 2013 – Una lettera con la richiesta di moratoria a incentivi per nuove centrali eoliche è stata inviata da tredici associazioni ambientaliste ai ministri Zanonato, Orlando e Bray. Le associazioni intervengono a proposito del provvedimento annunciato dal Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato per dilazionare parzialmente gli oneri che gravano sulle bollette di famiglie e imprese italiane a causa degli incentivi alle rinnovabili elettriche che ammontano ormai a 11,2 miliardi annui e che presto sfonderanno, per pura inerzia, anche il tetto dei 12,5 miliardi di oneri (6,7 per il Fotovoltaico più 5,8 per le restanti tecnologie) come stabilito dalla riforma dello scorso anno.

“Se il Governo intende intervenire per attenuare questo aggravio dei costi dell’elettricità che compromette ogni possibilità di ripresa economica, noi concordiamo con questa finalità, ma osserviamo che prima ancora di cambiare tempi e regole per il pagamento degli incentivi già assegnati occorre smettere di assegnarne di nuovi. Ci riferiamo all'organizzazione delle aste competitive del prossimo anno per l'assegnazione di ulteriori incentivi alle fonti di produzione diverse dal fotovoltaico. Per il solo eolico on-shore (e per i soli impianti di potenza superiore ai 5 MW) s’intendono assegnare altri incentivi a un contingente di 500 MW di potenza!

Rimarchiamo che ogni nuovo impianto che fornisce energia intermittente (eolico e fotovoltaico in primis), oltre a nuovi oneri diretti di incentivazione, comporta ulteriori costi, in particolare:
– per risolvere i problemi di dispacciamento,
– per costruire nuovi elettrodotti, generalmente in aree a scarsa magliatura elettrica, con ulteriori danni ambientali,
– per rispondere all’aspettativa di un "capacity payment" che mantenga remunerativi e in esercizio gli impianti a idrocarburi fossili che devono per forza fungere da riserva "calda" a impianti che, per loro natura, non sono programmabili: non autosufficienti e non "alternativi", con conseguente duplicazione dei costi.

Facciamo, inoltre, notare che gli obblighi assunti in sede europea dal Governo italiano nel 2010 per il raggiungimento della quota del 26,39% della produzione elettrica da FER sui consumi nazionali nel 2020, e per cui gli incentivi vennero a suo tempo stanziati, sono già stati raggiunti l’anno scorso e saranno largamente oltrepassati quest'anno.
Altri settori, più performanti nella lotta ai gas serra e più utili all’ambiente e all’economia del nostro Paese come le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica, non hanno beneficiato di analoghe politiche.

Un provvedimento di moratoria a incentivi per nuovi impianti di rinnovabili elettriche intermittenti si rende indispensabile per non vanificare ogni possibile intervento di contenimento dei costi di incentivazione in bolletta e persino per evitare di dover tagliare retroattivamente incentivi già assegnati.
E’ inutile tentare di svuotare la vasca con un secchiello se il rubinetto rimane aperto ed è paradossale che società spagnole stiano per piazzare ulteriori centrali eoliche in Italia, mentre in Spagna è applicata una tassa del 6% sui ricavi da generazione elettrica.

Da Associazioni ambientaliste sensibili alla tutela del territorio, ci siamo espressi fin dall’inizio contro gli incentivi che hanno favorito la speculazione a danno del paesaggio, della natura, dei territori collinari e montani, sui crinali appenninici e nel Mezzogiorno, senza portare riduzioni significative, a livello complessivo, dei gas climalteranti.

Facciamo notare che, se le nostre osservazioni fossero state accolte, non ci troveremmo in questa grave situazione, al punto da richiedere l'assunzione di provvedimenti, almeno in parte, retroattivi e con un territorio sfigurato che rischia di ricevere il colpo di grazia”.

Le Associazioni nazionali
Italia Nostra, Presidente Marco Parini – Altura, Presidente Stefano Allavena – Amici della Terra, Presidente Rosa Filippini – Associazione Italiana per la Wilderness, Segretario Generale Franco Zunino e Presidente Onorario Carlo Ripa Di Meana, Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico in aree verdi, Presidente Nadia Bartoli – Comitato Nazionale per il Paesaggio, Segretario Oreste Rutigliano – Comitato per la Bellezza, Presidente Vittorio Emiliani – Lipu, Presidente Fulvio Mamone Capria – Mountain Wilderness, Presidente Carlo Alberto Pinelli – Movimento Azzurro, Vice Presidente Vicario Dante Fasciolo – Verdi Ambiente e Società (VAS), Presidente Guido Pollice.

Associazioni e coordinamenti di comitati territoriali
Rete della Resistenza sui Crinali, Coordinatore Alberto Cuppini
Terra Celeste, Associazione culturale, Presidente Luisa Bonesio

ANCORA EOLICO? GRAZIE, BASTA COSI’!

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 24 gennaio 2013 AGGIUNGI COMMENTO

292361_3696478922864_1986473644_nAppello ai partiti e ai candidati delle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Amici della Terra, Mountain Wilderness, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Altura, Movimento Azzurro.

In un recente comunicato stampa ANEV (Associazione nazionale energia del vento) e Legambiente si stracciano le vesti, perché i risultati delle Aste competitive al ribasso pubblicati dal GSE, preannuncerebbero effetti lesivi per il settore che potrebbe vedere da quest’anno il volume dei suoi affari diminuito del 75%. E’ successo che una quota del contingente previsto nelle Aste non è stato assegnato perché molti produttori non hanno potuto concorrere alla gara in quanto privi dell’affidabilità patrimoniale necessaria a ottenere il credito bancario richiesto. Il che equivale a una implicita ma inequivocabile dimostrazione del caos e della approssimazione che aveva caratterizzato fino a ieri l’“assalto alla diligenza” degli incentivi concessi alle energie rinnovabili, prelevandoli disinvoltamente dalle tasche degli italiani.

Al contrario, la notizia è stata accolta con soddisfazione da tutte le associazioni ambientaliste e dai movimenti spontanei che da anni combattono per ostacolare l’aggressione selvaggia al territorio e la irreversibile degradazione del valore identitario dei paesaggi italiani causate dalla selva di aerogeneratori che stanno sorgendo ovunque, anche in zone non favorite da una sufficiente ventosità, a esclusivo vantaggio di improvvisati ( e a volte anche malavitosi) produttori e dei loro accoliti. Nessuno è contrario, in linea teorica, al ricorso a fonti di energia “pulite” e rinnovabili; ma molte sono le perplessità sulle politiche messe in atto fino ad oggi in tale ambito, per quel che riguarda i costi e i benefici economici delle soluzioni adottate, l’eccesso di incentivazioni concentrate sulle rinnovabili elettriche con la sproporzionata proliferazione delle torri eoliche e dei pannelli fotovoltaici, la scarsa attenzione, in concreto, alle rinnovabili termiche, all’efficienza energetica, al risparmio, nonostante le riconosciute potenzialità di questi settori. La stessa Strategia Energetica Nazionale ha reso evidente che l’incidenza dell’eolico industriale sulla produzione di energia elettrica rimarrà comunque irrilevante. Tale da non giustificare i danni gravissimi che esso provoca all’ambiente naturale e al patrimonio culturale della Nazione. Senza parlare poi dei costi pesanti per l’intera comunità, in un momento di crisi. Per gli incentivi alle rinnovabili elettriche sono stati sottratti ai portafogli degli italiani circa11 miliardi, per il solo anno 2012. E il prelievo proseguirà per 20 anni con oltre 12 miliardi all’anno (6,7 per fotovoltaico e 5,8 per le altre FER, tra cui l’eolico in misura prevalente).

In un successivo documento pre-elettorale redatto da Legambiente, WWF e Greenpeace si chiede, tra molte altre cose, che il prossimo Governo torni a favorire oltre ogni misura i produttori di energia eolica e fotovoltaica; la richiesta è sostenuta da un ricatto occupazionale più che dubbio e attraverso affermazioni avventate che sfiorano il terrorismo. Secondo gli estensori l’aver finalmente cominciato ad imporre regole ragionevoli al settore delle energie rinnovabili soffocherà l’unica speranza di futuro per l’Italia. Le associazioni e i movimenti che sottoscrivono il presente documento su questo punto pensano esattamente il contrario e chiedono invece alle forze politiche di impegnarsi per azzerare ulteriori incentivi a nuovi o rinnovati impianti eolici.

Altura
Amici della Terra
CNP – Comitato Nazionale per il Paesaggio
Comitato per la Bellezza
Italia Nostra
Mountain Wilderness Italia
MovimentoAzzurro

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In dettaglio le proposte della nostra sezione, rilanciate nell'ambito dell Scambio interculturale svoltosi a Bisaccia  nel settembre 2012 dal titolo "Landscape e Renewables"

Comunicato finale

Comunicato iniziale

Eolico, fotovoltaico e paesaggio. I risultati di Youth in Action

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 12 settembre 2012 AGGIUNGI COMMENTO

vis_camp_eolico_10_9_12Giovedì 13 settembre 2012, alle ore 18,00, nel Castello di Bisaccia, le delegazioni spagnola, portoghese, polacca e italiana – che stanno animando lo Scambio Culturale “Paesaggio e Rinnovabili” promosso da Amici della Terra Irpinia nell’ambito di Youth in Action – incontrano la popolazione locale, la comunità politica e quella economica, oltre tutti gli interessati a partecipare ad uno scambio culturale.

Si avvicenderanno le delegazioni straniere, che si esibiranno in pregevoli azioni culturali.
Seguirà la presentazione dei materiali prodotti nei 10 giorni di lavoro, sul tema:"PAESAGGIO E RINNOVABILI".

E' un importante momento di confronto utile anche ad informare la collettività sulle contraddizioni e negatività che la presenza dei campi eolici generano sul territorio e sullo sviluppo futuro.

Il lavoro fin qui prodotto dai 25 giovani europei, ha evidenziato una serie di importanti questioni da tenere in conto per recuperare nel prossimo futuro, se l’eolico sarà ancora il modello di sviluppo energetico di quel territorio, i ritardi culturali, operativi, di convenienza e di prospettive che hanno caratterizzato la fase di accaparramento del territorio per il solo opportunismo economico.

Le questioni aperte sono tante, spiega l’arch. Raffaele Spagnuolo responsabile scientifico del progetto “Landscape & renewables”, che l’Associazione di politica ambientale, Amici della Terra Irpinia ha realizzato.
“Non si tratta di essere a favore o contro l’eolico sarebbe un atteggiamento ideologico e non costruttivo, ma di individuare ciò che non è sostenibile per il territorio.
Considerare attentamente tutte le variabili che concorrono in una pianificazione che sia in grado di controllare il processo di trasformazione del territorio, così come valutare la convenienza dei campi eolici anche per la collettività: oggi non c’è nessuna pala che produce energia per la comunità locale ma solo per le grosse multinazionali o per privati locali facoltosi.
Il ristoro economico per la collettività, l’occupazione, lo sviluppo per il territorio nella green economy, sono altrettanti importanti argomenti da valutare.
L’eolico è nella fase calante, per capirlo basta chiedersi il perché le banche non finanziano più le iniziative dei privati.
E poi gli impatti, i visibili e gli invisibili, altra grande problematica praticamente mai affrontata con scientificità e ragionevole convenienza.”
Sarà un incontro proficuo per tutti, conclude l’architetto Spagnuolo, che arricchirà di analisi e considerazioni, il bagaglio conoscitivo e decisionale per il prossimo futuro.

Infine, la dott.sa Mirella De Benedictis, coordinatrice del progetto, evidenzia come : “ i dieci giorni di attività hanno centrato l’obiettivo prioritario del programma della comunità europea finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani di favorire prioritariamente la interazione multiculturale e la conoscenza di realtà sociali e territoriali dell’Europa. Il Forum dei Giovani di Bisaccia è stato parte attiva nella logistica delle attività, così come un ringraziamento doveroso va al Comune di Bisaccia cha ha fortemente sostenuto l’iniziativa garantendo ospitalità nell’Albergo Diffuso e nel Castello Ducale” 

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Paesaggio e rinnovabili:giovani europei a confronto

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 3 settembre 2012 AGGIUNGI COMMENTO

banner_2_sito_webMartedì 4 settembre e fino al 14, al Castello Ducale di Bisaccia inizia lo scambio culturale organizzato da Amici della Terra Irpina, tra 4 paesi della Comunità Europea: Italia, Polonia, Portogallo e Spagna, sul tema “Landscape and Renewables” (Paesaggio e Rinnovabili).
25 giovani dai 22 ai 30 anni si confronteranno sul tema del programma realizzato nell’ambito di Youth in Action della Comunità Europea, riportando le esperienze messe in atto nei vari paesi di provenienza. Il fine è quello di produrre materiali multimediali, distribuiti in rete, che metteranno in luce opportunità e minacce dell’uso indiscriminato e non pianificato delle rinnovabili. Sarà anche l’opportunità per confrontare i metodi e le pratiche usate in ogni paese.
Nel corso dei dieci giorni di lavoro, sarà coinvolto il territorio e gli attori che determinano le trasformazioni del paesaggio per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Sarà anche l’occasione per far conoscere l’Irpinia con il suo giacimento paesagistico, naturalistico, enogastronomico ed etnoantropologico.
I temi e le questioni chiave trattate, e che saranno oggetto di elaborazione dei partecipanti attraverso comunicazioni mediatiche in formato filmico, fotografico, pittorico, teatrale, sono quelli che vietano a questo settore di creare opportunità sul territorio Irpino.
Quindi non schierarsi a favore o contro l’eolico o il fotovoltaico, ma studiare per trovare soluzioni da proporre, su come fare in modo, affinchè la scelta fatta di politica energetica regionale e provinciale, possa essere qualificata in modo che non sia solo un business per chi opera ma un’opportunità di sviluppo per il territorio.
Su questo spaccato, lavoreranno i partners europei partecipanti, oltre sulle ulteriori considerazioni, che potranno essere messe in campo dalle realtà imprenditoriali, invitate a partecipare. Gli elaborati e i materiali finali, saranno al centro del progetto europeo che diventerà pubblico e presente nei data base della Comunità Europea. Tali studi, saranno anche tenuti in conto, come materiali indicativi per il parlamento europeo, al fine di rielaborare le strategie energetiche nel tempo.
In particolare il 6 settembre , durante la mattinata, i giovani europei incontreranno in una Tavola Rotonda le istituzioni ed i rappresentanti dell’aziende dell’eolico invitati ad intervenire. Nel pomeriggio di giovedì 13 settembre dalle ore 16,30 saranno invece presentati i lavori dei gruppi interculturali, alla presenza di amministratori locali, associazioni, Gal, stampa, cittadinanza, imprenditori.


LE CHIAVI DI LETTURA
DA APPROFONDIRE NELL’AMBITO DELLE GIORNATE DI CONFRONTO E DI LAVORO.
• Qualità e quantità del ristoro economico, di svilppo e occupazionale, a favore delle popolazioni che ospitano gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili;
• Il tasso di occupazione che si incrementa nella nicchia della green economy, dopo l’unica scelta fatta dalle istituzioni in questo settore;
• La possibilità di sviluppo per i territori ospitanti gli impianti;
• La quantità di energia potenziale e quella effettivamente prodotta: è risaputo che molte pale sono ferme perché la eventuale energia da loro prodotta non può essere utilizzata perché non recepita dalla rete di distribuzione;
• Produzione di energia da fonte rinnovabile e possibilità di immissione in rete;
• L’istallazione della moltitudine indiscriminata e caotica, di pale eoliche e campi fotovoltaici nel paesaggio, può essere pianificata e progettata con metodologie che mitigano l’impatto sul contesto circostante;
• Quale fututro per l’eolico alla luce delle nuove norme che in qualche modo riducono le opportunità di incentivazione per coloro che istallano tali tecnologie. Dopo l’indiscriminato uso del suolo, potrebbe il settore fermarsi tra breve, senza produrre alcun beneficio per le popolazioni dei territori ospitanti, lasciando un ulteriore ferita in Irpinia;
• Quale identità si ridisegna ai fini del suo nuovo sviluppo per i territori che ospitano le pale eoliche: l’identità di un territorio è una variabile fondametale per il potenziale sviluppo di un territorio. L’eolico può dare nuova identità al territorio perché si sviluppi o sottrae ulteriore identità ad un territorio già in affano decretandone definitivamente la mancanza di sviluppo?
• E’ ipotizzabile per le società che istallano gli impianti, che usano il territorio per il proprio business, di affiancare nuove attività nel settore dell’efficienza energetica e del recupero del calore per creare nuovo sviluppo e lavoro duraturo nella green economy. Questo settore a differenza dell’eolico non ha bisogno di manodopera specializzata, se non riqualificata, e sfrutta la filiera produttiva già presente in italia. Inoltre agisce in molti settori dell’economia, edilizia, industria, etc.

Custodi del bosco.Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 10 giugno 2012 AGGIUNGI COMMENTO

montagne_partenio_mafarielloAncora un resoconto sulla Terza Conferenza Nazionale delle Rinnovabili Termiche, svoltasi a fine maggio a Palazzo Rospigliosi a Roma. In particolare i temi trattati nella prima giornata dedicata al ruolo delle biomasse legnose e molto rilevante per una contributo alla strategie energetiche dell'irpinia, per esempio.

Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici al 2020 potrebbe raddoppiare (arrivando a 10 Mtep) con un costo 10 volte inferiore a quello previsto per il fotovoltaico.

Promossa da Coldiretti e Amici della Terra, la prima giornata della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche è stata dedicata alla filiera bosco-legno-energia e si è intitolata significativamente “Custodi del bosco” in relazione al ruolo che il mondo rurale, in particolare le aziende forestali, possono avere in una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. Promuovendo l’utilizzo efficiente della biomassa legnosa si possono conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.

Nel comparto delle stufe a legna e pellet l’industria italiana ha una posizione di leader mondiale, copre il 90% della domanda sul mercato interno e una quota importante (35%) della produzione nazionale viene esportata. Molto forte è anche la posizione dell’industria italiana nella filiera delle tecnologie per la cogenerazione e il teleriscaldamento da biomasse.

Ciò apre spazi importanti per filiere nazionali della biomassa legnosa, settore che vede oggi l’Italia nella posizione di importatore dall’estero di combustibili come il pellet. La diffusione di contratti di filiera corta, che coinvolgano attivamente il mondo delle imprese agricole e forestali, può conseguire un doppio risultato di crescita in tempi di crisi economica.

Il Piano italiano di promozione delle fonti rinnovabili (PAN) prevede un obiettivo specifico di diffusione delle fonti rinnovabili termiche fissato al 17% dei consumi totali di calore per il 2020 (pari a circa 10,5 Mtep), e alle biomasse legnose è attribuito il 50% (5 Mtep) dell’obiettivo 2020 per le FER termiche. Ma i primi dati Eurostat, disponibili grazie al nuovo sistema di rilevamento statistico nato con il DM 14/1/2012, indicano che i consumi di biomasse legnose a fini termici erano stati fortemente sottostimati dal PAN visto che già per il 2010 essi ammontano ad oltre 4 Mtep, pari all’80% del contributo atteso al 2020 dal PAN.

Tutti questi elementi, secondo gli Amici della Terra e COLDIRETTI, fanno emergere la necessità una revisione delle politiche di promozione delle fonti rinnovabili, a partire dal PAN, aumentando l’obiettivo delle rinnovabili termiche (e non quello delle rinnovabili elettriche). Il ruolo delle biomasse legnose ad usi termici per il 2020 potrebbe essere ragionevolmente di circa 10 Mtep, (il doppio di quello attualmente previsto con un incremento effettivo di ulteriori 5 Mtep di consumi annui). I costi complessivi delle politiche di sostegno per questo obiettivo non superebbero i 500 milioni di € all’anno; valori da confrontare con circa 6 miliardi di € oggi destinati annualmente al fotovoltaico con risultato di circa 0,9 Mtep di FER.

Consulta e preleva tutti i materiali della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche

terz_conf_rin_termUn primo resoconto della “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” svoltasi al Centro Congressi di  Palazzo Rospigliosi, nei pressi del Quirinale, a Roma dal 30 al 31 maggio 2012

Il dibattito in corso sul varo degli schemi di decreti ministeriali per gli incentivi le rinnovabili elettriche e il V conto energia per il fotovoltaico, conferma, nonostante alcuni lodevoli propositi espressi, che la politica del governo italiano di attuazione della direttiva 2009/28/CE continua a relegare nella marginalità il ruolo delle fonti rinnovabili termiche (pompe di calore, geotermia,biomasse,ecc.)

Non è accettabile che vengano ancora una volta compiute scelte che allocano nuove importanti risorse a carico delle tariffe dando priorità all’incentivazione delle FER elettriche senza un’analisi costi/benefici contestuale rispetto alle scelte di incentivazione per le FER termiche e l’efficienza energetica come correttamente previsto dalla direttiva 2009/28/CE.

Di questi temi si è discusso nella “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” . L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sostenere l’attivazione dei diversi strumenti utilizzabili nell’intervento pubblico per le FER termiche: incentivazione, regolazione, informazione; e sviluppo del monitoraggio statistico di un settore dei consumi di energia poco conosciuto.

Tali problematiche sono state recentemente evidenziate anche a livello di UE dal comunicato congiunto: "Energy roadmap 2050: né caldo né freddo” , con il quale le principali associazioni europee delle filiere economiche connesse all’utilizzo delle rinnovabili termiche hanno richiamato l’attenzione su una realtà che è stata definita il gigante dormiente delle rinnovabili, le cui potenzialità continuano ad essere ignorate.

In particolare va ricordato che, a differenza delle rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche (e l’efficienza energetica) sono in molti casi già competitive e non richiedono incentivazione. Nei casi in cui non sono ancora pienamente competitive il costo dell’incentivazione è di molto inferiore a confronto dei medesimi risultati conseguibili con le FER elettriche.

Con le rinnovabili termiche e l’efficienza si può andare oltre l’obiettivo minimo obbligatorio del 17%, riducendo i costi dell’incentivazione e aumentando la ricaduta sull’economia italiana. Per fare questo è necessario rielaborare il PAN portando l’obiettivo 2020 dal 17 al 20% con un approccio globale e non con fughe in avanti, come l’incomprensibile annuncio del Governo dell’innalzamento dell’obiettivo del solo settore elettrico.

Per i regimi di incentivazione per le FER termiche riteniamo indispensabile la definizione di una quadro di misure stabili, con orizzonte 2020, a partire dai nuovi contributi per i piccoli interventi, dalla riforma dei certificati bianchi, dall’istituzione del fondo di garanzia per gli investimenti nelle reti di teleriscaldamento, dalla stabilizzazione dei regimi di agevolazione fiscale e dal coordinamento con i sistemi di incentivazione regionale.

Una buona regolazione può accelerare anche senza costi la penetrazione delle FER termiche semplificando i regimi autorizzativi (DM posa sonde geotermiche), rafforzando gli obblighi per gli edifici, e definendo standard tecnici equilibrati.

Fondamentale ricordare che il 1 giugno 2012 sono entrati in vigore  gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili (FER) negli edifici nuovi o in “edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 e dall’allegato 3 del Dlgs n. 28/2011. 

In base al Dlgs 28/2011 per i consumi “riscaldamento e raffreddamento” degli edifici sottoposti all’obbligo viene previsto che a regime, nel 2017, i consumi di energia termica debbano essere coperti da fonti rinnovabili per il 50%. Tale obbligo sarà del 20% a partire dal 31 maggio 2012, del 35% dall’inizio del 2014.

Oltre agli edifici nuovi, sono sottoposti all’obbligo di consumi termici rinnovabili anche gli edifici esistenti aventi superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati soggetti a ristrutturazione integrale, (nonché gli edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione). Si tratta, in tutta evidenza di una definizione molto limitativa, che però le Regioni possono ampliare, ottenendo significativi risultati di diffusione delle rinnovabili termiche, senza oneri per la pubblica amministrazione.

La diffusione delle FER termiche già competitive può avere, inoltre. un grande sviluppo anche tramite politiche di informazione rivolta alle imprese e alle famiglie

Consulta e preleva tutti materiali multimediali della Terza Conferenza Nazionale sulle Rinnovabili Termiche.

Terza Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 12 maggio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

locandina_terza_conf_rinnov_termSi terrà nei giorni 30 e 31 maggio 2012 a Roma, presso Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi (Via XXIV Maggio, 43), la “Terza Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche”.
La Conferenza, s’inquadra nella campagna “Efficienza Italia” che gli Amici della Terra hanno avviato nel 2007, anno di anno di lancio della strategia comunitaria al 2020 su energia e clima.
L’evento, giunto alla sua terza edizione, si articolerà su due giornate, con due focus particolari.
La prima giornata, dal titolo “Custodi del bosco”, co-promossa da Coldiretti, sarà dedicata alla filiera bosco-legno-energia come risorsa del mondo rurale e come elemento per una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. La promozione dell’utilizzo efficiente della biomassa legnosa può, infatti, conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020, quali: la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.
La seconda giornata, dal titolo “Il caldo e il freddo nel conto del 20-20-20”, co-promossa da Co.Aer, sarà dedicata alle potenzialità delle rinnovabili termiche per il territorio e per piani delle Regioni in attuazione del decreto sul “burden sharing”: una buona pianificazione regionale, basata sul riconoscimento e sulla contabilizzazione delle rinnovabili termiche, può contribuire a ottimizzare i benefici socio-economici della strategia europea su energia e clima.
L'ingresso è libero.

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