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Concentrare le risorse sul miglioramento dell’efficienza energetica

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 30 maggio 2014 AGGIUNGI COMMENTO

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Basta sprechi. Concentrare le risorse sul miglioramento dell’efficienza energetica, pena il fallimento delle politiche energetiche e climatiche.
Gli Amici della Terra hanno partecipato il 28 maggio 2014 all’audizione della Commissione Industria del Senato sui nuovi obiettivi delle politiche climatiche della UE: “L’obiettivo di riduzione dei gas serra del 40 % al 2030 è condivisibile – ha dichiarato Rosa Filippini, presidente dell’Associazione – ma non possiamo nasconderci che il suoraggiungimento è molto impegnativo e deve essere coniugato con uno scenario di crescita economica che consenta di uscire dalla crisi e di evitare l’impoverimento del tessuto produttivo.
In questo senso, la comunicazione della Commissione appare largamente deficitaria e rischia di perpetuare l’equivoco che attribuisce alla penetrazione delle fonti rinnovabili, in particolare di quelle elettriche, il ruolo di principale driver per la riduzione dei gas serra. I punti di maggior debolezza sono la mancanza di obiettivi 2030 per l’efficienza energetica ed un adeguato raccordo di questi con coerenti obiettivi di politica economica ed industriale.
È necessario quindi che l’UE superi un’impostazione inadeguata, e che il quadro delle politiche europee per l’energia e il clima per il 2030 definisca un obiettivo per l’efficienza energetica come strumento fondamentale e prioritario per la riduzione dei gas serra. Questa svolta dovrebbe costituire uno dei primi obiettivi per il Governo nel prossimo semestre UE a guida italiana.
Per l’Italia, gli Amici della Terra chiedono un’inversione di tendenza netta rispetto agli errori compiuti nell’ultimo quinquennio con l’extra incentivazione delle rinnovabili elettriche, che oggi pesano sulle bollette per oltre 13 miliardi l’anno, aggravando gli effetti della crisi sulle piccole e medie imprese e riducendo la possibilità di un’adeguata promozione dell’efficienza.
Nel documento Proposte per le nuove politiche di efficienza energetica l’associazione propone un obiettivo 2030 di miglioramento globale dell’efficienza energetica del 20% rispetto al 2010, equivalente ad tasso annuo medio di miglioramento dell’efficienza energetica del 1,5%. In Italia, assumendo indicativamente uno scenario con un tasso di crescita medio annuo del PIL in termini reali dell’1% da qui al 2030, la più rapida crescita dell’efficienza energetica rispetto alla crescita economica produrrebbe una significativa riduzione dell’intensità energetica e del livello dei consumi di energia primaria (-20% circa, con un passaggio dai 165 Mtep del 2010 a circa 130 nel 2030).
In questo scenario è possibile prevedere al 2030 una penetrazione delle fonti rinnovabili pari al 30%, livello che, insieme a quello dell’efficienza energetica, consentirebbe di raggiungere il target di riduzione dei gas serra. Occorre però stabilire alcune condizioni.
Innanzi tutto, occorre concentrare il massimo sforzo per sostenere un obiettivo FER termiche del 35% (14,5% nel 2013). A questo fine potranno esserci significative sinergie delle politiche di promozione (incentivi e regolazione) con il processo di riqualificazione energetica degli edifici (settori residenziale e terziario) sotto il profilo dell’efficienza energetica.
Per i trasporti è ipotizzabile un obiettivo FER al 20% (6% nel 2013).
Un livello di FER elettriche al 40% (33% nel 2013) dovrebbe essere spontaneamente raggiunto, con un tasso di crescita dello 0,5% annuo, cessando ogni incentivazione ai grandi impianti per la produzione commerciale e puntando sulla diffusione di piccoli impianti fotovoltaici per autoconsumo di famiglie e imprese e sugli impianti di biomassa o geotermici cogenerativi a servizio di unità produttive e reti di teleriscaldamento che possono trovare anch’essi forme di sostegno in sinergia con programmi di efficientamento energetico.
La proposta degli Amici della Terra implica una completa revisione delle politiche di sostegno al raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali:
• cessazione immediata degli incentivi per i grandi impianti eolici e per gli impianti di sola produzione di elettricità a fini commerciali;
• tassazione delle extra rendite di cui stanno beneficiando molti impianti di produzione di rinnovabili elettriche realizzati nell’ultimo decennio. Da più parti si stima il possibile gettito di una simile misura nell’ordine minimo di un miliardo all’anno;
• destinazione di tale gettito al rafforzamento degli strumenti di incentivazione per la promozione dell’efficienza energetica.

Per consultare il testo integrale delle Proposte per le nuove politiche di efficienza energetica Proposte_AdT_24-05-14 eff_energ_it

Proposte per nuove politiche di efficienza energetica

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 25 maggio 2014 AGGIUNGI COMMENTO

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Roma,
Martedì 27 maggio 2014, ore 10-13
Hotel Nazionale – Piazza Montecitorio

Il recepimento della direttiva 2012/27, l’emanazione del Piano nazionale di efficienza energetica
2014-2020, i nuovi obiettivi 2030 della politica climatica europea meritano un dibattito
approfondito nel nostro paese che di efficienza energetica ha, allo stesso tempo, grande esperienza
e scarsa consapevolezza. Gli Amici della Terra presentano le proprie proposte e promuovono il
confronto sulle nuove politiche.

Programma

Introduzione
Rosa Filippini: le proposte degli Amici della Terra
Relazione
Manrico Benelli, Raffaele Scialdoni, Monica Tommasi : il Rapporto degli Amici della Terra 2014 sui possibili
scenari di efficienza energetica

Interventi
Giovanni Lelli, Commissario Enea: le nuove politiche di efficienza
Alessandro Ortis, Stati generali dell’efficienza energetica: la proposta normativa “Efficienza energetica,
sviluppo delle imprese e concorrenza”
Marcella Pavan, AEEG: lo schema di recepimento della Direttiva 2012/27

Tavola rotonda:
le condizioni per fare e per migliorare l’efficienza. Le opinioni del mondo produttivo e dei servizi
Fernando Pettorossi, CoAER; Fabrizio Iaccarino, Enel; Esther Benigni , A2A; Rosanna Fusco, Eni; Roberto
Venafro, Edison; Angelo Leonelli, E.ON Italia; Fausto Ferraresi, AIRU; Vincenzo Albonico, Assistal; Guerino
Loi, Tholos; Roberto Aquilini, GDF Suez;

L’ingresso è libero.

La ripresa economica vuole Efficienza

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 5 novembre 2013 AGGIUNGI COMMENTO

Si è svolto a Roma nei giorni 27 e 28 novembre al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, il Convegno nazionale "La ripresa vuole efficienza", V edizione dell'annuale Conferenza nazionale per l'efficienza energetica, che gli Amici della Terra organizzano nell'ambito della campagna "Efficienza Italia"energia_vuole_efficienza

QUI PROGRAMMA E RELATORI

QUI GLI ATTI E TUTTI GLI INTERVENTI

I consumi di energia calano oltre gli obiettivi indicati dalla direttiva europea sull’efficienza  energetica e gli impegni sulle fonti rinnovabili sono raggiunti con circa due anni di anticipo.  Va tutto bene, allora?

Non proprio: la decrescita non è “felice” e il persistere della crisi economica in Europa non  permette più un approccio superficiale ed ideologico alle politiche energetico-ambientali. Ciò  è ancora più vero in Italia dove si scontano anche gli errori compiuti nell’incentivazione delle rinnovabili elettriche; errori che oggi gravano sulla promozione dell’efficienza energetica e  sulla ripresa economica. Le politiche energetico-ambientali possono essere realmente  un’opportunità per uscire dalla crisi solo se si sarà in grado di misurarne l’efficacia attraverso  accurate analisi di costi e benefici.

Fuori dalla retorica della cosiddetta green economy, sono necessarie misure che consentano  non solo alle piccole e medie imprese ma anche alla nostra industria manifatturiera di  recuperare competitività attraverso investimenti nella qualità ambientale e nell’efficienza  energetica, sia dei processi produttivi che dei prodotti. La vera sfida di una politica  ambientale avanzata non è chiudere o delocalizzare le produzioni difficili ma renderle
ambientalmente sostenibili.

La Quinta Conferenza nazionale per l’efficienza energetica affronta il tema della reale  efficacia dell’intervento pubblico in questo settore e il ruolo della crisi nell’attuale calo dei  consumi. A partire da questa analisi sviluppa due momenti di approfondimento, uno sulle  opportunità offerte dall’efficienza energetica nella competitività industriale ed uno sugli usi  efficienti dell’energia elettrica nel settore civile e dei trasporti. 

Politiche di efficienza energetica. Risparmi per 250 miliardi di euro ogni anno

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 28 febbraio 2013 AGGIUNGI COMMENTO

edi_quasi_zero"Efficienza è ricchezza", lo slogan coniato dagli Amici della Terra Italia nell’ultima Conferenza Nazionale sull’efficienza energetica (Novembre 2012), trova riscontro anche nello studio effettuato da ECOFYS[1] su incarico degli Amici della Terra Europa e del CAN (Climate Action Network), che stima in 250 miliardi di Euro l'anno il risparmio complessivo ottenibile in Europa attraverso politiche di efficienza energetica.

Lo studio di ECOFYS, dal titolo “Saving energy: bringing down Europe’s energy prices for 2020 and beyond”, stima tale valore considerando gli effetti delle politiche di efficienza energetica in un arco temporale da qui al 2030, sommando i benefici economici derivanti dai minori consumi e dalla riduzione del prezzo dell’energia che si potrebbe ottenere dalla contestuale diminuzione della domanda.

Tali benefici rappresentano la vera opportunità per rilanciare lo sviluppo economico dell’Europa e uscire dalla crisi. Per raggiungere questi obiettivi è, però, necessario che gli Stati dell’Unione adottino obiettivi di efficienza energetica più ambiziosi e vincolanti e mettano in campo politiche nazionali di stimolo all’efficienza in ogni settore civile e industriale.

Gli Amici della Terra Italia, che dal 2007 conducono la Campagna “Efficienza Italia”, ribadiscono che le politiche di efficienza energetica contribuiscono ad aumentare la competitività dell'economia italiana sfruttando tecnologie made in Italy e favorendo una più rapida uscita dalla crisi.

Scarica lo studio in formato pdf

[1] ECOFYS è un centro di ricerca e consulenza internazionale per le energie rinnovabili e l'efficienza.  www.ecofys.com

logo_QuartaEfficienzaSi terrà a Roma nei giorni 21 e 22 novembre 2012 (presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi) la “Quarta Conferenza nazionale sull’efficienza energetica”, dal titolo “Efficienza è ricchezza”. L’evento, promosso dagli Amici della Terra in collaborazione con C.A.R.T.E. (Coordinamento Associazioni Rinnovabili Termiche ed Efficienza energetica), si articolerà in due giornate: la prima sarà dedicata all’efficienza nella Strategia Energetica Nazionale (SEN), al suo ruolo come motore per le imprese e per l'economia, e agli obiettivi della nuova Direttiva dell’Unione Europea; la seconda sarà dedicata alla discussione della riforma dei Certificati bianchi e alla presentazione delle migliori tecnologie e servizi per l'efficienza.

L’efficienza energetica e anche il risparmio di energia non sono un indice di pauperismo. Al contrario, solo un sistema molto evoluto è capace di essere efficiente, di fare di più con meno, di garantire gli stessi livelli di qualità nei prodotti e nei servizi con un consumo ridotto di risorse. Questa capacità costituisce una delle caratteristiche e delle eccellenze dell’Italia; ed è meglio di un pozzo di petrolio perché si fonda su processi tecnologici in continua evoluzione che possono essere esportati in tutto il mondo. Ora che è divenuto un obiettivo definito per l’Europa, l’efficienza energetica può rappresentare un’autentica fonte di ricchezza per il nostro paese, con riflessi immediati sulla crisi, perché favorisce la produttività delle imprese, migliora la competitività economica, aumenta direttamente e indirettamente il reddito delle famiglie. Occorre però perseguirla, valorizzarla e farne l’obiettivo principale della politica energetica adeguando leggi, decreti, normativa tecnica, incentivi.
Non lo chiediamo solo noi: lo dice da anni l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, lo chiede Confindustria, lo dichiara il Governo a parole nella Strategia Energetica Nazionale.
E’ ora di passare ai fatti.


PRESENTAZIONE E PROGRAMMA (preleva file)

SCHEDA DI REGISTRAZIONE (vai al format di registrazione)

VISUALIZZA L'INVITO (scarica file)

L'ingresso è libero.
Per motivi organizzativi è necessario confermare la propria partecipazione, registrandosi.

Le rinnovabili termiche. Un’opportunità “low cost” per l’Italia.

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 20 luglio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

POMPE_CALORE_FUNZ_WEBECCO LE PROPOSTE DEL COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI RINNOVABILI TERMICHE ED EFFICIENZA ENERGETICA (C . A . R . T . E . ) PER SVILUPPARE UNA FILIERA D’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY CHE È PRONTA A CONTRIBUIRE AL RILANCIO DEL PAESE.

Il Coordinamento C.A.R.T.E. ha chiesto al Governo l’apertura di un tavolo tecnico di confronto per la messa a punto di una strategia di breve periodo (obiettivo 20 20 20), con una visione però già proiettata alla Roadmap 2050, che prevede il raggiungimento dell’80% di energia prodotta da FER nel mercato europeo. Incentivazione, regolazione, informazione e sviluppo del monitoraggio statistico di un settore dei consumi di energia poco conosciuto sono i punti su cui si concentra l'azione di C.A.R.T.E. in queste sue prime fasi di azione.

Lo sviluppo delle FER termiche, direttamente collegato al corrispondente incremento dell’efficienza energetica, riflette il principio recentemente espresso dal Governo che “un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte ad innalzare la produttività dei fattori”, principio che, nella politica energetica dovrebbe rappresentare la scelta di puntare e promuovere tecnologie rinnovabili che a parità di investimento, producano maggiori effetti occupazionali. Ma per il settore significa anche poter contare su norme certe e stabili nel lungo periodo che promuovano investimenti nazionali ed esteri eliminando e/o riducendo il corporativismo dei Big Player consentendo alle FER termiche di produrre energia a costi molto più contenuti rispetto alle FER elettriche. Continua a leggere »

Custodi del bosco.Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 10 giugno 2012 AGGIUNGI COMMENTO

montagne_partenio_mafarielloAncora un resoconto sulla Terza Conferenza Nazionale delle Rinnovabili Termiche, svoltasi a fine maggio a Palazzo Rospigliosi a Roma. In particolare i temi trattati nella prima giornata dedicata al ruolo delle biomasse legnose e molto rilevante per una contributo alla strategie energetiche dell'irpinia, per esempio.

Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici al 2020 potrebbe raddoppiare (arrivando a 10 Mtep) con un costo 10 volte inferiore a quello previsto per il fotovoltaico.

Promossa da Coldiretti e Amici della Terra, la prima giornata della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche è stata dedicata alla filiera bosco-legno-energia e si è intitolata significativamente “Custodi del bosco” in relazione al ruolo che il mondo rurale, in particolare le aziende forestali, possono avere in una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. Promuovendo l’utilizzo efficiente della biomassa legnosa si possono conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.

Nel comparto delle stufe a legna e pellet l’industria italiana ha una posizione di leader mondiale, copre il 90% della domanda sul mercato interno e una quota importante (35%) della produzione nazionale viene esportata. Molto forte è anche la posizione dell’industria italiana nella filiera delle tecnologie per la cogenerazione e il teleriscaldamento da biomasse.

Ciò apre spazi importanti per filiere nazionali della biomassa legnosa, settore che vede oggi l’Italia nella posizione di importatore dall’estero di combustibili come il pellet. La diffusione di contratti di filiera corta, che coinvolgano attivamente il mondo delle imprese agricole e forestali, può conseguire un doppio risultato di crescita in tempi di crisi economica.

Il Piano italiano di promozione delle fonti rinnovabili (PAN) prevede un obiettivo specifico di diffusione delle fonti rinnovabili termiche fissato al 17% dei consumi totali di calore per il 2020 (pari a circa 10,5 Mtep), e alle biomasse legnose è attribuito il 50% (5 Mtep) dell’obiettivo 2020 per le FER termiche. Ma i primi dati Eurostat, disponibili grazie al nuovo sistema di rilevamento statistico nato con il DM 14/1/2012, indicano che i consumi di biomasse legnose a fini termici erano stati fortemente sottostimati dal PAN visto che già per il 2010 essi ammontano ad oltre 4 Mtep, pari all’80% del contributo atteso al 2020 dal PAN.

Tutti questi elementi, secondo gli Amici della Terra e COLDIRETTI, fanno emergere la necessità una revisione delle politiche di promozione delle fonti rinnovabili, a partire dal PAN, aumentando l’obiettivo delle rinnovabili termiche (e non quello delle rinnovabili elettriche). Il ruolo delle biomasse legnose ad usi termici per il 2020 potrebbe essere ragionevolmente di circa 10 Mtep, (il doppio di quello attualmente previsto con un incremento effettivo di ulteriori 5 Mtep di consumi annui). I costi complessivi delle politiche di sostegno per questo obiettivo non superebbero i 500 milioni di € all’anno; valori da confrontare con circa 6 miliardi di € oggi destinati annualmente al fotovoltaico con risultato di circa 0,9 Mtep di FER.

Consulta e preleva tutti i materiali della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche

terz_conf_rin_termUn primo resoconto della “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” svoltasi al Centro Congressi di  Palazzo Rospigliosi, nei pressi del Quirinale, a Roma dal 30 al 31 maggio 2012

Il dibattito in corso sul varo degli schemi di decreti ministeriali per gli incentivi le rinnovabili elettriche e il V conto energia per il fotovoltaico, conferma, nonostante alcuni lodevoli propositi espressi, che la politica del governo italiano di attuazione della direttiva 2009/28/CE continua a relegare nella marginalità il ruolo delle fonti rinnovabili termiche (pompe di calore, geotermia,biomasse,ecc.)

Non è accettabile che vengano ancora una volta compiute scelte che allocano nuove importanti risorse a carico delle tariffe dando priorità all’incentivazione delle FER elettriche senza un’analisi costi/benefici contestuale rispetto alle scelte di incentivazione per le FER termiche e l’efficienza energetica come correttamente previsto dalla direttiva 2009/28/CE.

Di questi temi si è discusso nella “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” . L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sostenere l’attivazione dei diversi strumenti utilizzabili nell’intervento pubblico per le FER termiche: incentivazione, regolazione, informazione; e sviluppo del monitoraggio statistico di un settore dei consumi di energia poco conosciuto.

Tali problematiche sono state recentemente evidenziate anche a livello di UE dal comunicato congiunto: "Energy roadmap 2050: né caldo né freddo” , con il quale le principali associazioni europee delle filiere economiche connesse all’utilizzo delle rinnovabili termiche hanno richiamato l’attenzione su una realtà che è stata definita il gigante dormiente delle rinnovabili, le cui potenzialità continuano ad essere ignorate.

In particolare va ricordato che, a differenza delle rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche (e l’efficienza energetica) sono in molti casi già competitive e non richiedono incentivazione. Nei casi in cui non sono ancora pienamente competitive il costo dell’incentivazione è di molto inferiore a confronto dei medesimi risultati conseguibili con le FER elettriche.

Con le rinnovabili termiche e l’efficienza si può andare oltre l’obiettivo minimo obbligatorio del 17%, riducendo i costi dell’incentivazione e aumentando la ricaduta sull’economia italiana. Per fare questo è necessario rielaborare il PAN portando l’obiettivo 2020 dal 17 al 20% con un approccio globale e non con fughe in avanti, come l’incomprensibile annuncio del Governo dell’innalzamento dell’obiettivo del solo settore elettrico.

Per i regimi di incentivazione per le FER termiche riteniamo indispensabile la definizione di una quadro di misure stabili, con orizzonte 2020, a partire dai nuovi contributi per i piccoli interventi, dalla riforma dei certificati bianchi, dall’istituzione del fondo di garanzia per gli investimenti nelle reti di teleriscaldamento, dalla stabilizzazione dei regimi di agevolazione fiscale e dal coordinamento con i sistemi di incentivazione regionale.

Una buona regolazione può accelerare anche senza costi la penetrazione delle FER termiche semplificando i regimi autorizzativi (DM posa sonde geotermiche), rafforzando gli obblighi per gli edifici, e definendo standard tecnici equilibrati.

Fondamentale ricordare che il 1 giugno 2012 sono entrati in vigore  gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili (FER) negli edifici nuovi o in “edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 e dall’allegato 3 del Dlgs n. 28/2011. 

In base al Dlgs 28/2011 per i consumi “riscaldamento e raffreddamento” degli edifici sottoposti all’obbligo viene previsto che a regime, nel 2017, i consumi di energia termica debbano essere coperti da fonti rinnovabili per il 50%. Tale obbligo sarà del 20% a partire dal 31 maggio 2012, del 35% dall’inizio del 2014.

Oltre agli edifici nuovi, sono sottoposti all’obbligo di consumi termici rinnovabili anche gli edifici esistenti aventi superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati soggetti a ristrutturazione integrale, (nonché gli edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione). Si tratta, in tutta evidenza di una definizione molto limitativa, che però le Regioni possono ampliare, ottenendo significativi risultati di diffusione delle rinnovabili termiche, senza oneri per la pubblica amministrazione.

La diffusione delle FER termiche già competitive può avere, inoltre. un grande sviluppo anche tramite politiche di informazione rivolta alle imprese e alle famiglie

Consulta e preleva tutti materiali multimediali della Terza Conferenza Nazionale sulle Rinnovabili Termiche.

Terza Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 12 maggio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

locandina_terza_conf_rinnov_termSi terrà nei giorni 30 e 31 maggio 2012 a Roma, presso Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi (Via XXIV Maggio, 43), la “Terza Conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche”.
La Conferenza, s’inquadra nella campagna “Efficienza Italia” che gli Amici della Terra hanno avviato nel 2007, anno di anno di lancio della strategia comunitaria al 2020 su energia e clima.
L’evento, giunto alla sua terza edizione, si articolerà su due giornate, con due focus particolari.
La prima giornata, dal titolo “Custodi del bosco”, co-promossa da Coldiretti, sarà dedicata alla filiera bosco-legno-energia come risorsa del mondo rurale e come elemento per una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. La promozione dell’utilizzo efficiente della biomassa legnosa può, infatti, conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020, quali: la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.
La seconda giornata, dal titolo “Il caldo e il freddo nel conto del 20-20-20”, co-promossa da Co.Aer, sarà dedicata alle potenzialità delle rinnovabili termiche per il territorio e per piani delle Regioni in attuazione del decreto sul “burden sharing”: una buona pianificazione regionale, basata sul riconoscimento e sulla contabilizzazione delle rinnovabili termiche, può contribuire a ottimizzare i benefici socio-economici della strategia europea su energia e clima.
L'ingresso è libero.

Per partecipare  compila qui il format di registrazione.

Per informarti ulteriormente sulla Campagna Efficienza Italia e sui contenuti delle precedenti conferenze nazionali clicca qui. Continua a leggere »

Auto elettrica, spazi urbani ed efficienza energetica

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 12 maggio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

auto elettrica_2Ha suscitato grande interesse il seminario sull’auto elettrica, organizzato il  9 maggio 2012 a Roma dagli Amici della Terra e dall’Arel. Infatti, il tema è di attualità per via del disegno di legge d’iniziativa del Governo “Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani”, già approvato dal Senato con modificazioni in seconda lettura e ora all’esame della Camera. Il ddl all’art.6 prevede alcune disposizioni atte a favorire il risparmio e l’efficienza energetica mediante l’attivazione di investimenti in centraline di ricarica per veicoli elettrici, sia in aree pubbliche che private.
In base al testo approvato al Senato, gli enti locali dovranno prevedere nei piani urbani ed extraurbani per la mobilità disposizioni per lo sviluppo di una rete pubblica di ricarica per i veicoli elettrici. Inoltre, le società di distribuzione di energia elettrica potranno usufruire di un sistema tariffario dedicato per realizzare e installare su suolo pubblico dispositivi di ricarica dei veicoli a trazione elettrica dotati di misuratore elettronico telegestito. E’ anche prevista una semplificazione delle regole condominiali per installare infrastrutture di ricarica all’interno delle aree condominiali.
Nella sua relazione introduttiva Andrea Molocchi, degli Amici della Terra, ha preso in considerazione gli studi più recenti promossi dalla Commissione Europea, i quali confermano le potenzialità dell’elettrificazione del trasporto privato in termini di efficienza energetica, riduzione delle emissioni di CO2 e riduzione degli inquinanti in ambito urbano. Pur effettuando un confronto corretto e tenendo conto delle emissioni delle centrali elettriche, l’auto elettrica consente un salto rilevante nell’abbattimento delle esternalità ambientali della mobilità. Nello stesso tempo, le proiezioni sull’evoluzione futura dei costi di proprietà e gestione dei veicoli elettrici (cosiddetto TCO – Total cost of ownership), calcolati in relazione sia ai costi attesi di acquisto dei veicoli elettrici sia ai risparmi energetici e di gestione dei veicoli stessi, evidenziano che l’auto elettrica non si prospetta come una soluzione economicamente conveniente per gli utenti: il parallelo miglioramento atteso dell’efficienza energetica dei veicoli a propulsione termica sembra prospettare una maggior convenienza economica di quest’ultimi almeno fino al 2030. Pertanto, sostiene Molocchi, solo una appropriata valorizzazione, economica e regolatoria (diritti di accesso, mobilità, parcheggio, etc.) dei benefici ambientali dell’elettrificazione del trasporto privato, realizzata nell’ambito di una strategia nazionale di sostegno alla realizzazione della rete di ricariche e alla diffusione dei veicoli e di coordinamento delle iniziative degli enti locali, può consentire un’ottimizzazione delle politiche sull’auto elettrica. Continua a leggere »

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