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Riqualificazione di piazza Libertà, il report su cosa vogliono gli avellinesi

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data: 30 ottobre 2012

fontane_p_libeLA CAMPAGNA DI AMICI DELLA TERRA SUL SIGNIFICATO DELLA PARTECIPAZIONE E SUL FUTURO DI PIAZZA LIBERTA’

Presentato , in una partecipata conferenza stampa, il report con i dati più significativi  dell' azione del programma di sensibilizzazione  ed informazione sui processi di partecipazione per la definizione di strategie urbanistiche  e progetti urbani di spazio pubblico. Focus particolare sul progetto di riqualificazione di Piazza Libertà ad Avellino.

Preleva il report (.pdf 2.000kb)

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La città di Avellino si appresta ad indire un concorso di progettazione per ridefinire e riqualificare la Piazza Libertà, in due fasi (prima fase aperta a tutti e seconda fase – per approfondimento progettuale – aperta ai primi cinque gruppi di progettazione che si aggiudicheranno la graduatoria della prima fase).

Nella primavera del 2012, il Consiglio Comunale, approvava un Ordine del Giorno in cui si dettavano gli indirizzi di cui il progettista della piazza dovrà tener conto; tra questi “la necessità che nell’ambito di un processo di partecipazione dei cittadini vanno coinvolte anche le scuole”. 
In definitiva, però questo ultimo punto degli indirizzi non è stato reso operativo, se si eccettua il tardivo Consiglio Comunale aperto ai portatori d’interesse e alla società civile, celebrato ad ottobre del 2012, con Sindaco dimissionario.

Pertanto, il club irpino di Amici della Terra sin dal giugno del 2012 ha promosso – a seguito di un Convegno pubblico svoltosi nella Chiesa del Carmine al Triggio – una campagna di sensibilizzazione e di proposta operativa . Nell’azione si è provato a coinvolgere in un processo di ascolto i cittadini, per contribuire a definire la metodologia partecipativa che la città dovrà scegliere ed utilizzare per razionalizzare e dare sostanza “analitica” al coinvolgimento dei cittadini. 
Sostenere questa azione ed i suoi risultati, è un modo per contribuire all'avanzamento di processi di crescita culturale di una comunità urbana.

Le due schede in formato A4 distribuite in diverse occasioni di aggregazione ludico-collettiva in città, restituivano un questionario con domande a struttura chiusa.
La prima parte è utile per sondare quanto i cittadini desiderino partecipare alle scelte; la seconda serve ad esprimere ciò che fa parte della loro visione della Piazza Libertà e di uso della stessa.
Con un metodo, quindi, estendibile al resto della città.
Il report del sondaggio è un contributo di cui l’amministrazione comunale potrà tenerne conto per definire il programma di indirizzi ed obiettivi da elaborare alla base del concorso di progettazione in due fasi per la “riqualificazione di piazza Liberta’ ad Avellino


I dati più significativi. (preleva sintesi dati. pdf 280kb)
Sono stati raccolti 156 questionar in occasioni di manifestazioni ed eventi urbani tenuti ad Avellino dal giugno ad ottobre del 2012.

Il 55% dei cittadini che hanno compilato il questionario provengono dalla città di Avellino e dal suo immediato hinterland: Capriglia Irpina, Grottolella, Montefredane, Manocalzati, Starze di Summonte, Monteforte Irpino, Atripalda e Mercogliano.
Il 38.5% non ha indicato la provenienza.
Il 41 % , in particolare è proveniente dalla città di Avellino.

Una sezione del questionario, si è posta l’obiettivo di dare priorità – attraverso la raccolta delle risposte dei cittadini – ai primi “desiderata” che dovrebbe includere il programma di indirizzi ed obiettivi da elaborare a cura dell’amministrazione comunale e che e’ alla base del concorso di progettazione per la “riqualificazione di piazza Liberta’”

Si è chiesto di indicare la massima priorità di alcune possibili linee guida, punti invarianti della progettazione futura, partendo –però – dalle indicazioni poste in un Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale in primavera.
Il Consiglio Comunale di Avellino, già elencava una serie di indirizzi per garantire una riqualificazione della piazza “tra memoria e futuro”. Noi ci siamo permessi di aggiungere le domande relative alla qualità e tipologia di verde, all’efficienza energetica ed al rapporto con la cortina storica da Palazzo Caracciolo a Palazzo Testa.


L’analisi delle risposte sintetizza, quali tra gli indirizzi fondativi per il progetto di riqualificazione della piazza, è quello che ha la massima priorità per i cittadini intervistati. In buona sostanza cosa – sicuramente – la nuova piazza dovrà contenere.
Per il 75% degli intervistati il verde urbano non dovrà essere di semplice decoro, ma contribuire a costruire una vera e propria isola urbana di benessere psicofisico e microclima. In buona sostanza si chiede l’introduzione di metodologie progettuali che tengano conto di come gli spazi aperti possano incidere sul microclima urbano della zona di riferimento, favorendo condizioni più confortevoli per chi si trova all’aperto e addirittura ridurre i consumi energetici necessari per realizzare il comfort all’interno degli edifici.

Grande attenzione anche agli aspetti progettuali legati alle tecnologie impiantistiche tipiche di uno spazio urbano (illuminazione pubblica in particolare). Per il 62,6 % degli intervistati la pubblica illuminazione dovrà garantire la massima efficienza energetica. Si chiede l’utilizzo di impianti di pubblica illuminazione che attraverso l’uso ad esempio, di led, di fotovoltaico, di microeolico possano denunciare il rapporto con fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

Sul fronte del rapporto con la memoria storico urbanistica della città, più che alla veduta tradizionale di metà ottocento del pittore Cesare Uva, con il materiale asse di collegamento in basolato tra Via Nappi ed il Corso Vittorio Emanuele (43 %) , gli intervistati suggeriscono una maggiore priorità nelle strategie progettuali verso la valorizzazione della cortina storico edilizia definita da palazzo Caracciolo (attuale Sede Amm. Provinciale) e fino a Palazzo Testa (46,5 %).


Un secondo quesito, è più direttamente connesso al rapporto tra il progetto di riqualificazione della Piazza Libertà ed il previsto Parcheggio Interrato sottostante.

Infatti, si è chiesto di indicare la massima priorità di alcune possibili scelte progettuali e dimensionali che interessano però direttamente il parcheggio interrato. A dimostrazione che una organica riqualificazione architettonica ed urbanistica della piazza non può prescindere da cosa accade “sotto”.

Le percentuali delle risposte al quesito, confermano in buona sostanza quanto già emerso come prioritario negli indirizzi più propriamente progettuali del ridisegno della piazza.
Il 43,6 % ritiene necessario ridurre l’area del parcheggio interrato sottostante, a tutto vantaggio, di una più coerente realizzazione di spazi strutturati a verde, indirizzo prioritario di progettazione. Luogo di benessere urbano ed ambientale.
Il 44, 2 % degli intervistati, chiede di risolvere il problematico rapporto tra gli elementi tecnologici di superficie e a vista di un parcheggio interrato, con modalità innovative e di interpretazioni artistiche.
Per il 43% degli intervistati vi è sicura consapevolezza delle forti interdipendenze tra parcheggio interrato e ridisegno della piazza.

Sull’opportunità della realizzazione del parcheggio interrato, invece se il 40 % è contrario, è significativo evidenziare come il 30% è favorevole e l’altro 30% non prende posizione.


Infine il 46 % degli intervistati evidenzia come preferisce conservare le fontane esistenti in piazza sin dall’ultima sistemazione architettonica degli anni 50 del secolo scorso, proprio nel luogo urbano oggetto del progetto di riqualificazione urbana della piazza.


La prima parte del questionario, invece, si pone l’obiettivo di indagare il SIGNIFICATO E il SENSO CULTURALE DI UN PROCESSO DI PARTECIPAZIONE.
E' soprattutto un modo per raccogliere e capire qual’è il livello di contributo che questa città può portare per la definizione di una metodologia per una cultura effettiva – e con risvolti pragmatici -della partecipazione.
Significativa è la lettura aggregata dei dati di Utilità (molto utile + utile), dove l’84% conferma come la modalità di partecipazione più condivisa sia l’attivazione dei canali web con forum e blog e questionari interattivi.
Inoltre l’82,7% ritiene foriera di risultati anche l’attivazione di riunioni e laboratori di gruppo finalizzate- nell’ambito di un tempo stabilito- a produrre schemi, disegni, foto, video su indicazioni di massima da inserire come allegati ai bandi di concorso
Aggregando invece, le non risposte e quelle relative all’inutilità, si evidenzia che il 27% degli intervistati considera non appropriata la modalità di partecipazione praticata raccogliendo contributi scritti che dovranno poi essere sintetizzati da un referente tecnico.

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