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Lo sviluppo delle comunità rurali al centro di un workshop internazionale.

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 16 giugno 2012 AGGIUNGI COMMENTO

foto PoloniaIn coerenza con le attività ed i progetti   inerenti la protezione dell’ambiente e tutela del paesaggio, ma anche sviluppo delle comunità rurali, turismo sostenibile e partecipazione giovanile, Amici della Terra Irpinia, ha  partecipato con successo al seminario internazionale “STEP by STEP together” organizzato a Zerkòw (Polonia) dal 1 al 7 giugno 2012, dall’associazione polacca WSnRROW, e presieduta da un funzionario della Commissione Europea polacco.
Una stimolante partnership, composta da organizzazioni spagnole, polacche, rumena e lettone, oltre a quella italiana, ed una suggestiva location, che è quella del borgo rurale di Zerkòw, a circa 60 km da Poznan, hanno fatto da contorno all’evento.
Tema del seminario è stato “la problematica dello sviluppo delle comunità rurali delle zone più svantaggiate dell’Europa” puntando sulla partecipazione giovanile, come leva per lo sviluppo, e sulla trasferibilità dei progetti e delle strategie adottate dai vari partner presenti.
AdT Irpinia, rappresentata dal Pres. Regionale Arch. Raffaele Spagnuolo, dall’Arch. Caterina Avitabile, responsabile dei progetti per lo sviluppo del territorio irpino e dalla Dott.sa Mirella De Benedictis, responsabile per i progetti europei, ha aderito all’iniziativa con grande entusiasmo, intravedendo in essa occasione per confrontarsi, riflettere, promuovere l’integrazione con gli altri Paesi Europei, nonché occasione per apprendere visioni e strategie comuni future del modello europeista.
E’ stata occasione per dibattere sulle problematiche della comunità Irpina (portando anche un po’ di “sensazioni irpine” attraverso degustazioni di prodotti tipici come il tartufo di Ganoli, sopressata,scamorza affumicata ,torrone di Ospedaletto,vino Aglianico DOCG) ed esaminare i progetti realizzati come “Tra i Sic i corridoioi ecologici fluviali”, “Lepidoptera:Ecomuseo vivente”. Il prossimo appuntamento voluto e promosso da Amici della Terra Irpinia parte dalla realizzazione del prossimo progetto, di valenza europea, un Cultural Exchange sulla tematica del “LANDSCAPE & RENEWABLES” che si terrà del 4 al 14 settembre 2012 nella cornice dell’altopiano di Bisaccia, a cui parteciperanno ragazzi provenienti da Portogallo, Spagna e Polonia. 

Custodi del bosco.Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 10 giugno 2012 AGGIUNGI COMMENTO

montagne_partenio_mafarielloAncora un resoconto sulla Terza Conferenza Nazionale delle Rinnovabili Termiche, svoltasi a fine maggio a Palazzo Rospigliosi a Roma. In particolare i temi trattati nella prima giornata dedicata al ruolo delle biomasse legnose e molto rilevante per una contributo alla strategie energetiche dell'irpinia, per esempio.

Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici al 2020 potrebbe raddoppiare (arrivando a 10 Mtep) con un costo 10 volte inferiore a quello previsto per il fotovoltaico.

Promossa da Coldiretti e Amici della Terra, la prima giornata della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche è stata dedicata alla filiera bosco-legno-energia e si è intitolata significativamente “Custodi del bosco” in relazione al ruolo che il mondo rurale, in particolare le aziende forestali, possono avere in una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. Promuovendo l’utilizzo efficiente della biomassa legnosa si possono conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.

Nel comparto delle stufe a legna e pellet l’industria italiana ha una posizione di leader mondiale, copre il 90% della domanda sul mercato interno e una quota importante (35%) della produzione nazionale viene esportata. Molto forte è anche la posizione dell’industria italiana nella filiera delle tecnologie per la cogenerazione e il teleriscaldamento da biomasse.

Ciò apre spazi importanti per filiere nazionali della biomassa legnosa, settore che vede oggi l’Italia nella posizione di importatore dall’estero di combustibili come il pellet. La diffusione di contratti di filiera corta, che coinvolgano attivamente il mondo delle imprese agricole e forestali, può conseguire un doppio risultato di crescita in tempi di crisi economica.

Il Piano italiano di promozione delle fonti rinnovabili (PAN) prevede un obiettivo specifico di diffusione delle fonti rinnovabili termiche fissato al 17% dei consumi totali di calore per il 2020 (pari a circa 10,5 Mtep), e alle biomasse legnose è attribuito il 50% (5 Mtep) dell’obiettivo 2020 per le FER termiche. Ma i primi dati Eurostat, disponibili grazie al nuovo sistema di rilevamento statistico nato con il DM 14/1/2012, indicano che i consumi di biomasse legnose a fini termici erano stati fortemente sottostimati dal PAN visto che già per il 2010 essi ammontano ad oltre 4 Mtep, pari all’80% del contributo atteso al 2020 dal PAN.

Tutti questi elementi, secondo gli Amici della Terra e COLDIRETTI, fanno emergere la necessità una revisione delle politiche di promozione delle fonti rinnovabili, a partire dal PAN, aumentando l’obiettivo delle rinnovabili termiche (e non quello delle rinnovabili elettriche). Il ruolo delle biomasse legnose ad usi termici per il 2020 potrebbe essere ragionevolmente di circa 10 Mtep, (il doppio di quello attualmente previsto con un incremento effettivo di ulteriori 5 Mtep di consumi annui). I costi complessivi delle politiche di sostegno per questo obiettivo non superebbero i 500 milioni di € all’anno; valori da confrontare con circa 6 miliardi di € oggi destinati annualmente al fotovoltaico con risultato di circa 0,9 Mtep di FER.

Consulta e preleva tutti i materiali della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche

terz_conf_rin_termUn primo resoconto della “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” svoltasi al Centro Congressi di  Palazzo Rospigliosi, nei pressi del Quirinale, a Roma dal 30 al 31 maggio 2012

Il dibattito in corso sul varo degli schemi di decreti ministeriali per gli incentivi le rinnovabili elettriche e il V conto energia per il fotovoltaico, conferma, nonostante alcuni lodevoli propositi espressi, che la politica del governo italiano di attuazione della direttiva 2009/28/CE continua a relegare nella marginalità il ruolo delle fonti rinnovabili termiche (pompe di calore, geotermia,biomasse,ecc.)

Non è accettabile che vengano ancora una volta compiute scelte che allocano nuove importanti risorse a carico delle tariffe dando priorità all’incentivazione delle FER elettriche senza un’analisi costi/benefici contestuale rispetto alle scelte di incentivazione per le FER termiche e l’efficienza energetica come correttamente previsto dalla direttiva 2009/28/CE.

Di questi temi si è discusso nella “Terza conferenza nazionale sulle rinnovabili termiche” . L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sostenere l’attivazione dei diversi strumenti utilizzabili nell’intervento pubblico per le FER termiche: incentivazione, regolazione, informazione; e sviluppo del monitoraggio statistico di un settore dei consumi di energia poco conosciuto.

Tali problematiche sono state recentemente evidenziate anche a livello di UE dal comunicato congiunto: "Energy roadmap 2050: né caldo né freddo” , con il quale le principali associazioni europee delle filiere economiche connesse all’utilizzo delle rinnovabili termiche hanno richiamato l’attenzione su una realtà che è stata definita il gigante dormiente delle rinnovabili, le cui potenzialità continuano ad essere ignorate.

In particolare va ricordato che, a differenza delle rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche (e l’efficienza energetica) sono in molti casi già competitive e non richiedono incentivazione. Nei casi in cui non sono ancora pienamente competitive il costo dell’incentivazione è di molto inferiore a confronto dei medesimi risultati conseguibili con le FER elettriche.

Con le rinnovabili termiche e l’efficienza si può andare oltre l’obiettivo minimo obbligatorio del 17%, riducendo i costi dell’incentivazione e aumentando la ricaduta sull’economia italiana. Per fare questo è necessario rielaborare il PAN portando l’obiettivo 2020 dal 17 al 20% con un approccio globale e non con fughe in avanti, come l’incomprensibile annuncio del Governo dell’innalzamento dell’obiettivo del solo settore elettrico.

Per i regimi di incentivazione per le FER termiche riteniamo indispensabile la definizione di una quadro di misure stabili, con orizzonte 2020, a partire dai nuovi contributi per i piccoli interventi, dalla riforma dei certificati bianchi, dall’istituzione del fondo di garanzia per gli investimenti nelle reti di teleriscaldamento, dalla stabilizzazione dei regimi di agevolazione fiscale e dal coordinamento con i sistemi di incentivazione regionale.

Una buona regolazione può accelerare anche senza costi la penetrazione delle FER termiche semplificando i regimi autorizzativi (DM posa sonde geotermiche), rafforzando gli obblighi per gli edifici, e definendo standard tecnici equilibrati.

Fondamentale ricordare che il 1 giugno 2012 sono entrati in vigore  gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili (FER) negli edifici nuovi o in “edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti”, secondo quanto stabilito dall’articolo 11 e dall’allegato 3 del Dlgs n. 28/2011. 

In base al Dlgs 28/2011 per i consumi “riscaldamento e raffreddamento” degli edifici sottoposti all’obbligo viene previsto che a regime, nel 2017, i consumi di energia termica debbano essere coperti da fonti rinnovabili per il 50%. Tale obbligo sarà del 20% a partire dal 31 maggio 2012, del 35% dall’inizio del 2014.

Oltre agli edifici nuovi, sono sottoposti all’obbligo di consumi termici rinnovabili anche gli edifici esistenti aventi superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati soggetti a ristrutturazione integrale, (nonché gli edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione). Si tratta, in tutta evidenza di una definizione molto limitativa, che però le Regioni possono ampliare, ottenendo significativi risultati di diffusione delle rinnovabili termiche, senza oneri per la pubblica amministrazione.

La diffusione delle FER termiche già competitive può avere, inoltre. un grande sviluppo anche tramite politiche di informazione rivolta alle imprese e alle famiglie

Consulta e preleva tutti materiali multimediali della Terza Conferenza Nazionale sulle Rinnovabili Termiche.

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