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LET’S COLOR!!! Sull’Avellino-Rocchetta S.A. il 4 marzo flashmob

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 29 febbraio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

FLASH MOBNon vogliamo ricordarla come un bel film in bianco e nero, ma colorarla dei colori del futuro!!! L'Avellino -Rocchetta ancora al centro di una perseverante azione di difesa dall'oblio della antica linea ferroviaria. dove può tornare a viaggiare Il Treno irpino del paesaggio.

Domenica 4 marzo FLASH MOB alla stazione di Conza della Campania – ore 10:30. PORTATE CON VOI UNA BOMBOLETTA SPRAY COLORATA….LASCEREMO UN SEGNO

Più importante del viaggio, viaggiare. Inloco_motivi non demorde e malgrado per il giorno delle Ferrovie Dimenticate, il 4 marzo del 2012, non si riesca ad avere un convoglio da far viaggiare sull’Avellino Rocchetta Sant’Antonio si parte comunque, ma in autobus. Il viaggio sarà fortemente simbolico con tappe in due stazioni peculiari, quella di Conza-Andretta-Cairano e quella di Calitri. La prima è un enorme edificio nuovo e abbandonato del quale si vuole rilanciare l’uso, la stazione di Calitri è l’ultima irpina della tratta. Una invasione pacifica di viaggiatori/ricordatori, ed un flashmob colorato per non dimenticare.

Così il gruppo di inloco_motivi, in collaborazione con Irpiniaturismo ed Orticalab aderiscono alla quinta giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate organizzata da Comodo con un programma dedicato all’Irpinia ed al suo paesaggio. Ma questa giornata, alla luce degli ulteriori tagli ai trasporti su ferro della Regione Campania, è anche un momento per evidenziare come sia necessario più che mai preservare le strade ferrate contro l’avanzare del trasporto su gomma. Proprio questa emergenza neve ha messo in evidenza quanto sia fragile la rete dei trasporti nella nostra provincia. L’evento neve, per quanto assolutamente eccezionale, ha isolato completamente alcune zone della nostra provincia, luoghi che sarebbero stati raggiungibili in treno. Questo tema, ma anche quello delle stazioni in disuso, al centro della giornata del 4 marzo. Un bus partirà da Avellino alla volta di Conza della Campania e poi Calitri.

Strade ferrate e stazioni dimenticate e una occasione mancata di promozione del territorio. Questo In loco_motivi cerca di dire dal 2009, anno in cui sono state effettuate circa 25 corse turistiche sulla linea a binario unico denominata Treno irpino del Paesaggio. La linea ferroviaria dell’Irpinia, l’Avellino Ponte Santa Venere (poi Avellino – Rocchetta Sant’Antonio) è tra le più antiche della Campania, inaugurata nel suo intero percorso il 27 ottobre del 1895, è a rischio di chiusura definitiva e di cui è necessario ripensarne l’uso o il riuso a favore del territorio che nei secoli scorsi l’ aveva fortemente voluta.

E’ la ferrovia delle acque: attraversa e lambisce in più punti i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto. E’ la ferrovia dei grandi vini docg: attraversa i territori, servendoli con stazioni dei comuni degli areali del Taurasi e del Fiano. E’ la ferrovia del Parco Naturalistico Regionale dei Monti Picentini. E’ la ferrovia delle aree a tutela della biodiversità. I Siti di Importanza Comunitaria irpini. E’ la ferrovia dei Borghi: storia, cultura ed identità territoriale. Un patrimonio inestimabile che cercano di sottrarci come stanno facendo con i servizi. (M.T. Ciriello da orticalab.it)

Per partecipare al Flash Mob appuntamento alla stazione di Conza alle ore 11,00 "armati" di bomboletta spray fosforescente colorata !

Per Partecipare all'escursione guidata dagli amici di IrpiniaTurismo ed OrticaLab, per il programma e per prenotarsi clicca qui.

Il legno non è un rifiuto! Appello al Ministro Clini

Inserito da: Amici della Terra Irpinia data 15 febbraio 2012 AGGIUNGI COMMENTO

rifiuti-legno ugIl legno non è mai stato un rifiuto e per la gente normale ancora non lo è. Per la legge italiana, invece, sì.
Infatti, il legno proveniente dagli alberi dei parchi, dei giardini e dei cimiteri, anche se uguale a quello proveniente dalle foreste e dai terreni coltivati, è considerato dalla normativa alla stessa stregua di un rifiuto.
Rispondendo ad una richiesta di chiarimenti di un’amministrazione locale, è proprio il Ministero dell’Ambiente a dare questa interpretazione autentica della legge: “I rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi e aree cimiteriali, invece, non rientrano tra le esclusioni previste….. restano, pertanto, soggetti alle disposizioni della Parte IV del Dlgs 152/2006 e sono classificati come rifiuti urbani ai sensi dell'articolo 184, comma 2, lettera e), del medesimo decreto".
Applicando la norma alla vita quotidiana, ciò significa che i tronchi o i rami caduti in seguito alle recenti nevicate, , essendo per la legge rifiuti, non possono essere trasportati da chiunque e tantomeno usati per riscaldare, se non rischiando la condanna da tre mesi a un anno in base all’art 256 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata). Lo stesso vale per un amministratore che voglia usare le potature e gli alberi caduti in un impianto a biomasse, anche costruito apposta, come ad esempio il cogeneratore di Calenzano (FI).
In ogni Comune italiano la potatura degli alberi delle strade e dei parchi urbani costituisce ogni anno un grande quantitativo di biomassa che quest’anno, si può presumere, sarà moltiplicato dall’emergenza neve. Ebbene, secondo la legge, questa tipologia di legname deve essere smaltita in discarica, costringendo la collettività a pagare un costo economico e ambientale e rinunciando, allo stesso tempo, ad una importante risorsa.
Queste disposizioni sono in contraddizione con la normativa sulle energie rinnovabili che, invece, premia con incentivi l’utilizzo delle biomasse a fini energetici. Il conflitto normativo ha già messo in crisi diverse imprese che nei mesi scorsi avevano siglato contratti con le amministrazioni pubbliche per l’acquisto del legname da utilizzare nei propri impianti e che, a seguito della interpretazione legislativa, hanno dovuto rivedere i propri progetti.
La Fiper (Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) ha più volte interpellato il Ministero dell’Ambiente sulla questione. Ad una prima lettera ufficiale (preleva file) inviata al ministro Prestigiacomo lo scorso nel luglio 2011 sono seguite una serie di interlocuzioni con il Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di far riconoscere questo tipo di materiale, quale sottoprodotto utilizzabile nella filiera legno energia.
L’argomentazione principale sostenuta dal Ministero è che questo provvedimento sarebbe una conseguenza del recepimento della Direttiva Rifiuti. Ma se questo fosse vero, perché in Francia e Austria questo tipo di materiale può essere impiegato a fini energetici?
Il Presidente della Fiper, Righini, aggiunge: “Il potenziale di approvvigionamento delle potature del verde urbano è immenso; secondo l’ultimo studio Fiper, in 801 comuni alpini e appenninici (zone climatiche E-F) ci sarebbero le condizioni per avviare centrali di teleriscaldamento a biomassa. In questi giorni di “freddo siberiano”, l’impiego di questa tecnologia e combustibile, permetterebbe in questi comuni di raggiungere la completa autonomia dal gas e riscaldare i propri cittadini avvalendosi delle risorse locali”.
Come affermava un vecchio adagio – ancnhe tormentone delle Iene – è necessario chiamare le cose con il loro nome, per cui il legno è il legno, e va trattato come tale sia nella legislazione che per il suo recupero a fini energetici.
Gli Amici della Terra chiedono che le leggi non mortifichino l’ambiente e nemmeno il buon senso.
In particolare, si rivolgono al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini affinché:
1. si chiarisca in modo definitivo che il legname e la biomassa in genere, anche raccolte in ambito urbano, non sono un rifiuto, ma possono essere utilizzate nella filiera energetica;
2. con i prossimi decreti attuativi il Governo definisca normative eque e durature nel tempo che favoriscano un efficiente utilizzo delle fonti rinnovabili, e premino le tecnologie più performanti in termini di costo-beneficio.

In particolare sulla questione delle Potature urbane e private da sottoprodotto a rifiuto ad inizio febbraio, la sezione Toscana di Amici della Terra ha organizzato una Conferenza Stampa Nazionale per denunciare la palese irrazionalità della norma. Sono intervenuti nella Conferenza stampa del 7 febbraio a Firenze, Sergio Gatteschi, Presidente degli Amici della Terra della Toscana, Livio Giannotti, Amministratore Delegato di Quadrifoglio S.p.A (la società che raccoglie e smaltisce i rifiuti nell’area fiorentina), Walter Righini, Presidente della FIPER (Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili) .

Ascolta l'audio integrale della Conferenza Stampa su Radio Radicale

Per maggiori informazioni e contatti:
Amici della Terra – Toscana
Via Giano della Bella 22 50124 Firenze
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